| ideazione
e coreografia: Charlotte Zerbey, Alessandro Certini
danza: Anna Balducci, Massimiliano Barachini, Alessandro
Certini, Franco Senica, Charlotte Zerbey
musica dal vivo: Massimo Fantoni,(chitarra elettrica)
Nicola Raffone (percussioni)
costumi: Patrizia Menichelli
testi: Stefania Zampiga
luci: Peter Golembiewski
allestimento scenico: Tiziana Draghi
organizzazione: Marco Cannicci
Ministero
dei Beni e Attività Culturali, Regione Toscana, ARMUNIA -
Festival di Castiglioncello, Company Blu
Figura
della modernità per antonomasia, Frankenstein appartiene
all'immaginario di ognuno; ma quanto è scossa questa familiarità
se si torna ad ascoltare direttamente la voce di Mary Shelley! Il
luogo comune, contratto dall'infinita serie di prodotti culturali
in cui si moltiplica, si espande allora in un paesaggio inconsueto,
uno spazio nuovamente aperto all'esplorazione, alla scoperta e all'esperimento.
Ne
scaturisce un Frankenstein inedito, sorprendente, ironico e commovente,
in cui sono i corpi a imbastire la storia a partire dai frammenti
testuali, mentre le parole sono vettori che attraversano lo spazio
del racconto originario tracciando possibili traiettorie.
(Maurizio Morganti)
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| idea
e choreography Charlotte Zerbey, Alessandro Certini;
dance Anna Balducci, Massimiliano Barachini, Alessandro
Certini, Franco Senica, Charlotte Zerbey;
Live music Massimo Fantoni, Nicola Raffone;
text Stefania Zampiga;
light Peter Golembiewski;
scenery Tiziana Draghi;
costumes Patrizia Menichelli;
organization Marco Cannicci;
produced by Company Blu, ARMUNIA.
Figure of modernity par excellence, Frankenstein belongs to the
imagination of each of us; but how shaken this familiarity is when
we go back and listen directly to Mary Shelley's voice! The clichè,
contracted by the infinite series of cultural products in which
it has been multiplied, expands in an unusual landscape, a space
opened to a new exploration, to discover and experiment.
A brand new Frankenstein grows out of this paradox, surprising,
ironic, moving, where bodies draft the story starting from textual
fragments, while words are vectors that cross the space of the original
narrative tracing possible trajectories.
(Maurizio Morganti)
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