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IN ENGLISH
Il silenzio della parola, ovvero la poesia della grande scrittrice americana Emily Dickinson tradotta nell'espressività gestuale e corporea della danza, nella silente eloquenza del linguaggio visivo. Due azioni - scrittura e gesto - due mondi - quello della danza e della poesia - che si muovono all'unisono rompendo i tradizionali codici interpretativi/rappresentativi. In questa produzione Emily Dickinson è visitata dalla danza per la carnalità con cui la poeta ha saputo abitare lo spirito, restituendone l'origine nei sensi, nel corpo sessuato, in una natura mutevole e volitiva, nell'imperfetto-perfetto giocherellare del tempo. Il suo segno è già di per sé una danza concettuale sulla pagina, con ritmi sincopati che sembrano anticipare quelli del jazz - nonostante scrivesse in un contesto storico e geografico, dell'America del XIX secolo, che negava alle donne vari spazi di identità. Dunque la pagina si pone con Emily come lo spazio che sa accogliere il corpo, il suo dotto argomentare, il suo dialogare con il mondo.
coreografia e regia Charlotte Zerbey
danza Alessandro Certini, Daniela Gallo, Massimiliano Barachini, Charlotte Zerbey
musiche Eugenio Colombo, the Shakedown Club, Janis Joplin
scenografia Tiziana Draghi
disegno luci Paolo Rodighiero
costumi Gabriella Ciacci
cura dei testi Stefania Zampiga
elaborazione immagini e montaggio musicale Massimiliano Barachini
organizzazione Marco Cannicci

produzione Centro Regionale Toscano per la Danza, Comune di Sesto Fiorentino, Company Blu Danza
FOTO/PHOTO foto1
SCHEDA TECNICA
Spazio scenico mt. 10 x 10 Tappeto da danza nero, fondale nero (Scenografia a carico della compagnia: 2 fondalini mt. 10 x 3. da appendere )
LUCI 44 PC da 1000 W completi 16 PAR 1000 W 4 PROI ETTORI DIAPOSITIVE con zoom 80 / 120
FONICA Amplificazione adeguata alla sala Due casse spia 2 microfoni panoramici a terra
PERSONALE TECNICO 1 macchinista 2 elettricisti

 

 

 

S I L E N Z I - Emily visited in dance 1998
The silence of the word, that is the poetry of the great American writer, Emily Dickinson translated in gestural expression and incorporated in dance, within a silent eloquence of visual language. Two actions - the written word and gesture - two worlds that of dance and that of poetry - that move together, breaking traditional interpretive and representative codes.
In this production, Emily Dickinson is visited for the sensuality with which she knew how to inhabit the spirit, drawing its origins back to the five senses, to the gendered body, to a strong-willed and mutable nature, within the imperfect-perfect playfulness of time.
With Emily the page becomes a space that knows how to receive the body, its argumentative skills, its dialoging with the world.

Coreography and direction Charlotte Zerbey
dance Alessandro Certini, Daniela Gallo, Massimiliano Barachini, Charlotte Zerbey
music Eugenio Colombo, the Shakedown Club, Janis Joplin
scenery Tiziana Draghi
light Paolo Rodighiero
costums Gabriella Ciacci
texts Stefania Zampiga
elaboration of immages and music mix Massimiliano Barachini
organisation Marco Cannicci
production Centro Regionale Toscano per la Danza, Comune di Sesto Fiorentino, Company Blu Danza

TECHNICAL DETAILS
Spazio scenico mt. 10 x 10 black dance carpet, black backdrop(scenery furnished by company blu: 2 back dropsi mt. 10 x 3. to hang )
LIGHTS 44 PC 1000 W complete 16 PAR 1000 W 4 SLIDE PROJECTORS with zoom 80 / 120
SOUND amplification adequate to the space Due speakers on stage, 2 panoramic microphones
TECHNICAL PERSONAL 1 stage hand 2 electricians

FOTO/PHOTO foto1
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