Il repertorio degli spettacoli di Company Blu va dal 1989, anno dalla sua fondazione, fino alle sue ultime produzioni:
repertorio Verso la madre del turco (1989)

Lo spettacolo si snoda sui temi del pellegrinaggio - fisico simbolico - e del viaggio. Inevitabile l'incontro con luoghi diversi; pensieri, credenze, emozioni diverse. Diversità rimarcata nella coreografia, costruita dagli stessi performer che, all'interno di una struttura aperta, hanno apportato il proprio bagaglio di esperienze.

 

repertorio memoria (1989)

Il movimento che scaturisce dal ritmo resta in Memoria in ascolto delle pause, del silenzio, elementi che ne divengono una irresistibile fonte di ispirazione. Nel silenzio la memoria si riaffaccia come presenza concreta con quattro immagini /azione: il moto del pensiero, il fuoco, l'albero, le foglie.

 

repertorio Nera terra (1989)

Lo spettacolo nasce dall'idea del processo alchemico e della trasmutazione degli elementi, attraverso il quale leggere il processo dinamico di trasmutazione psicologica dell'essere umano. La danza viene così ad assumere un carattere spirituale, espressione dei processi interiori.

 

repertorio Animus (1990)

Animus prende spunto dal testo Amore e Psiche di Apuleius, letto come allegoria tra la complementereità delle componenti maschile e femminile: l'eterno dualismo della vita giocato sulla scena da una coreografia intimista, introversa, alla quale fa da contrappunto il gesto simbolico espressione del carattere estroverso.

 

repertorio Don chisciotte (1992)

Lontano da una lettura episodica del romanzo, lo spettacolo è una riflessione sul personaggio Don Chisciotte che si traduce sulla scena in un connubio tra danza e musica di rara vivacità espressiva. Metafora di tematiche quali l'utopia, la crudeltà, la mistificazione e il dualismo apparenza/realtà, il personaggio Don Chisciotte rimane un enigma volutamente irrisolto, riproposto sulla scena e aperto a infinite interpretazioni.

 

repertorio City bits (1994)

Questo pezzo è un gioco ed il campo di gioco è una metropoli. I giocatori si muovono individualmente o in coro, sospinti da solleciatazioni, gesti e parole che provengono dalla società contemporanea. Una società di windy myths, dove il vento si fa mito insieme ad altre percettibili o impercettibili realtà.

 

repertorio Un concerto per superare l’uomo (1995)
Ispirato allo Zarathustra di Nietzsche lo spettacolo traduce i pensieri "in figure danzanti, in un gioco di simmetrie di ogni specie" (Nietzsche). Le strutture coreografiche e musicali aperte permettono di superare nietzschianamente i limiti imposti dalle varie poetiche e linguaggi.

 

repertorio Le curve dei pensieri (1995)

Lo spazio scenico è il luogo d'incontro tra danza e musica e il luogo dove queste sono aperte alla trasformazione ed al sovvertimento reciproco. Si crea così un'orchestrazione di movimenti e ritmi che curva la linearità del processo creativo verso percorsi non tracciati.

 

repertorio LIPS (1995)

I° parte PROGETTO ALVEARE

Lips è uno studio sull'Immagine quale fonte di ispirazione per una danza concreta quanto assoluta. Strutturalmente Lips è un mosaico di brevi ed intensi episodi danzati, incentrati sul rapporto film/danza, che invita lo spettatore ad una riflessione sulla dinamica dei pensieri e delle associazioni.

 

repertorioWHAT (1996)

II° parte PROGETTO ALVEARE

What è uno studio sui rapporti fra le persone, sul piano fisico e psicologico. Il movimento, il video, la musica si ispirano allo stile ermetico e al contempo poetico di Samuel Beckett: un dualismo stilistico che si traduce ora in assoli minimalisti, ora in corali coreografie danzate.

 

repertorio STONES (1997)

III° parte PROGETTO ALVEARE

La terza parte di Alveare ha di nuovo sfumature esistenziali beckettiane. Le tracce essenziali del lavoro raccontano la vita e la fanciullezza, memorie passate e visioni future.

 

repertorio AGGIUNGI LIBERAMENTE (1998)

Questo lavoro è la sintesi dell'incontro tra danza e musica, accumunate dall'elemento improvvisazione. Lo spazio teatrale si rinnova ogni istante nell'urgenza di seguire un percorso comune, aperto, in cui i linguaggi vivono, pulsano, raccontano, rapiscono le associazioni intuitive d'idee dello spettatore.

 

repertorio La favola di prospero (1999)

La Favola di Prospero, ispirato a The Tempest di Shakespeare, costruisce la sua trama nell'equilibrio tra commedia e dramma, traducendosi sulla scena in un continuum drammaturgico di danza, musica e testi. In quest'opera si assiste ad una escalation del reale che diviene iper-reale e quindi irreale, snodandosi in una trama assolutamente improbabile, a partire dalla prima scena del naufragio.

 

repertorio L' arte di Ariele (1999)
LA TEMPESTA, opera conclusiva della grande creazione teatrale di Shakespeare, presenta un repertorio di temi che vanno dalla magia alla musica, dalla vendetta alla riconciliazione, dalla passione al teatro stesso. E' un gioco tra vari linguaggi teatrali, tra narrazione e rappresentazione, tra commedia e dramma. In questo spettacolo, l'analisi del rapporto tra testo e danza si concretizza nello sperimentare le possibilità di trasposizione di contenuti nei diversi linguaggi: danza e musica, scenografia e video, azione e parola vivono nella piena libertà espressiva creando un continum drammaturgico che stimola i vari livelli di percezione.
repertorio SILENZI (1998)
repertorioLA CHIAVE INGLESE (1999)
repertorioANATOMIA-PERSONA (2000)
scheda spettacoloAUTO-CRITICO (2000)
repertorioFUTURO ANTERIORE (2000)

repertorioSCIATICO NERVO (2000)

scheda spettacoloTEMPESTA DI SOGNI (2000)

scheda spettacoloIDIOM (2001)

scheda spettacoloFRANKENSTEIN DANCES (2002)

scheda spettacoloFRANKENSTEIN'S BEAUTY (2002)

scheda spettacoloTESTIMONE MODESTO (2002)

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