INSEGNAMENTO | TEACHING


LABORATORI E PROGETTI PERFORMATIVI CON CHARLOTTE ZERBEY E ALESSANDRO CERTINI

WORKSHOP AND PERFORMATIVE PROJECTS WITH CHARLOTTE ZERBEY AND ALESSANDRO CERTINI


charlotte zerbey

CONTACT IMPROVISATION con Charlotte Zerbey

Quando ho iniziato a studiare e praticare Contact Improvisation sono rimasta affascinata da come mi ha fatto sentire viva e vitale. C. I. è stata negli anni una forza costante nel mio lavoro e mi ha portato a comporre la coreografia in un modo nuovo che non avrei mai concepito.
È stato un percorso lungo e molteplice che ha prodotto oltre cinquanta produzioni coreografiche nel corso degli anni e ha influenzato il lavoro, la qualità, la forma del movimento e l’aspetto comunicativo, in un insieme di fluidità, delicatezza e continuità nella composizione.

Mi sono resa conto che non dovevo fare niente che non avrei voluto fare e che le scelte nella danza erano mie. In quel momento mi sono immersa nell'apprendimento profondo del peso, della sua forza e della sua fluidità. C.I. mi ha emancipato. Ho iniziato a imparare nuove strategie sia per caricarmi del peso degli altri – studiando consapevolezza del baricentro, efficienza nella non resistenza, allineamento della struttura scheletrica – sia per dar loro il mio peso corporeo, – riversandolo, distribuendolo, lanciandolo – in modi che hanno influenzato le danze che stavo creando. Il semplice atto di lasciare il controllo del peso o di non trattenerlo per la gravità dal fluire, continua fino ad oggi, a essere una grande scoperta, un punto di partenza costante, una porta attraverso la quale la sensibilità e la percezione diventano la vera guida. In questo modo il corpo può distendersi completamente, il respiro può toccare e spostare aree che sono difficilmente esplorate in modo consapevole.

Il flusso del respiro e l'ascolto della forza di gravità nella propria massa corporea sono diventate per me la migliore musica per qualsiasi danza.


CONTACT IMPROVISATION with Charlotte Zerbey

When I started studying and practicing Contact Improvisation, I was fascinated by how it made me feel alive and vital. C. I. has been a constant force in my work over the years and has led me to compose choreography in a way I would never have conceived. It has been a long and multiple process that has produced over fifty choreographic productions and has influenced the work, the quality, the form of movement and the communicative aspect in the composition, in a combination of fluidity, delicacy and continuity.

I realised that I didn't have to do anything I didn't want to do and that the choices in the dance were mine. I immersed myself in a deeper understanding of weight, its strength and fluidity. It emancipated me. I started learning new strategies both to take on the weight of others, (studying awareness of the center of gravity, efficiency in non-resistance, alignment of skeletal structure) and the process of giving bodyweight, (pouring it, distributing it, even throwing it) in ways that influenced the dance “I” was dancing. The simple act of leaving the weight in control or not holding it back from the flow of gravity continues, to this day, to be a great discovery, a constant starting point, a door through which sensitivity and perception become a true guide. In this way the body can relax completely, the breath can touch and move areas that can be difficult to explore consciously.


ALESSANDRO CERTINI

IMPROVVISAZIONE E DANZA con Alessandro Certini
L’improvvisatore esplora i linguaggi del corpo radicando il suo pensiero fisico nelle percezioni, attinge alla materia dell’immaginario e pratica un approccio aperto all’imprevisto e all’incerto subitaneo.
Nell’improvvisazione il performer tende a perdere la propria autorialità, per calarsi pienamente in un percorso/processo attraverso cui prendono forme e frase le sue azioni che sono esposte così alla realtà del momento presente. In questo senso anche un esperto performer pratica l’improvvisazione in modo non specialistico, da “non-danzatore”.
Quest’ambito artistico rimane, per sua natura, inclusivo e aperto alle dinamiche del contesto. L’improvvisazione tocca ciò che appartiene al corpo, è il motore di ogni atto creativo, favorendo quel “salto” immaginativo che dal conosciuto porta al non conosciuto, un salto necessario per dare senso sia alla semplicità del gesto sia alla complessità del fraseggio, alla vocalità come al silenzio, alla presenza e all’assenza.
Tale consapevolezza aiuta il performer a essere strumento duttile, capace di accogliere e di pensare il movimento nella dinamica dei legami, tra il proprio discorso e una narratività collettiva.

IMPROVISATION and DANCE with Alessandro Certini
The improviser explores vocabulary of the body by rooting his/her physical thought in the perceptions, to draw on material of the imagination and practice an open approach to the unexpected and the uncertain all at once.
In improvisation the performer tends to lose his or her own authorship, to fully immerse himself or herself in a path/process through which his or her actions take shape and are phrased, thus becoming exposed to the reality of the present moment. In this sense also an expert performer practices improvisation in a non-specialist way, as a "non-dancer".
This artistic field remains, by its nature, inclusive and open to the dynamics of the context. Improvisation touches what belongs to the body, it is the engine of every creative act, favoring that imaginative "leap" that leads from the known to the unknown, a necessary leap to give meaning both to the simplicity of gesture and to the complexity of phrasing, to vocalism as to silence, to presence and absence.
Such awareness helps the performer to be a ductile instrument, able to receive and think the movement in a dynamic of how it’s linked together, between one's own discourse and a collective narrativity.


ALESSANDRO CERTINI

LABORATORI DI IMPROVVISAZIONE con Alessandro Certini e Charlotte Zerbey
Come in altre discipline, anche nella danza l’apprendimento avviene spesso attraverso l’imitazione dell'insegnante e delle sue dimostrazioni. Lo studente memorizza le sequenze di movimento ma quello che sente e succede all’interno del corpo può risultargli estraneo.
La formazione, attraverso l'esplorazione e l’improvvisazione, scatena la creatività, permettendo a chi danza di trascendere idee e modelli tradizionali per creare nuove forme.
Questi processi consentono di cercare oltre la propria formazione di danza e di portare tutta la propria esperienza di vita nello studio dell’atto performativo.
La “libertà” dell’interpretazione istantanea, sviluppa la capacità di trascendere comportamenti abituali della vita di ogni giorno, schemi – anche nell’ambito della danza, rovesciandoli per costruire nuove relazioni e “altre” regole con cui giocare ed esprimersi. Questo processo è ciò che ci permette di sviluppare un’originalità di linguaggio e una voce poetica propria. Con queste capacità è possibile condividere le nostre danze e interpretazioni in modo significativo.


LABORATORI DI IMPROVVISAZIONE con Alessandro Certini e Charlotte Zerbey

As in other disciplines, learning often takes place through imitation of the teacher's demonstration. The dance student imitates and memorises the movement sequences, but what they feel and what happens inside the body may be unknown.
Training, through exploration and improvisation, triggers creativity, allowing the dancer to transcend traditional ideas and patterns to create new forms. These processes allow those who practice them, to look beyond their dance training, and to bring all their life experience into the study of the performative act. It is a matter of developing, in the freedom of instantaneous interpretation, a capacity that transcends the usual behaviours and patterns of everyday life; overturning them, building new relationships and rules with which to play and express oneself. It is this process, which allows us to develop an originality of language and a poetic voice of our own. With these acquired skills we can share our dances, with meaningful interpretations.


ALESSANDRO CERTINI

PROGETTI DI PERFORMANCE con Alessandro Certini e Charlotte Zerbey
La forma di spettacolo d’improvvisazione, nel panorama delle arti sceniche, per la caratteristica di non fissità e di creazione diretta, in scena, ha bisogno di un particolare “contesto” costituito da: rapporto con il luogo, forte collaborazione tra i performer e l’immediata comunicazione col pubblico.
Ciascuna performance realizza una nuova composizione poiché, per la costruzione estetica stessa dell’improvvisazione, ogni incontro tra pubblico e performer costituisce un nuovo contesto.
Il processo di lavoro ha come traccia l’esperienza diretta, la forma di creazione estemporanea per lo spettacolo dal vivo che conduce all’evento performativo e che scava su modalità di composizione realizzate nell’istante, nell’improvvisazione appunto.
Questo è un percorso partecipativo, sorprendente e provocatorio che si nutre della mobilità del pensiero e delle tecniche di movimento, stimolando intelligenza collettiva, dinamismo e creatività.

I DANZATORI CHE PARTECIPERANNO ALLA RAPPRESENTAZIONE potrebbero essere chiamati a usare i linguaggi della danza, della voce e dell'azione fisica per una performance di circa 30 minuti.

Chi partecipa alla performance dovrà seguire sia il workshop sia le prove.
Le prove specifiche per la rappresentazione saranno organizzate in sessioni extra laboratorio.
Lavoreremo sia sui testi scelti da utilizzare in scena attraverso (parlato, cantato), sia sulla struttura del movimento (intenzioni e tensioni) della danza.


PERFORMANCE PROJECTS with Alessandro Certini e Charlotte Zerbey
In the panorama of the performance arts, the form of improvisation, for its feature of unfixedness is created directly on stage, needs the particular contact with the environment, the collaborative relationship between the performers and the immediate communication with the public. Each performance creates a new composition because, in the aesthetic path of improvisation, each encounter between audience and performer gives life to a new context.

The work process traces the direct experience of improvisation, a form of extemporary creation towards a live presentation that leads to the performative event, digging into made on the spot composition methods.
This participatory, surprising and provocative format feeds on the mobility of thought and movement techniques, stimulates a collective intelligence, dynamism and creativity.

DANCERS WHO WILL PARTICIPATE IN THE PERFORMANCE may be called to use vocabularies such as dance, voice and physical action in a performance of about 30 minutes.

Those who participate in the performance will have to follow both the workshop and the rehearsals.
Specific rehearsals for the performance will be organised in extra workshop sessions.
We will work both on the chosen texts to be used (spoken, sung) and/or on the movement structure to be used in the piece.


charlotte zerbey

VOCE E MOVIMENTO con Charlotte Zerbey
Lo scopo del lavoro è di portare lo studente a mettersi in contatto con un’autenticità creativa della voce e fare esperienza dell’autenticità nel movimento.

La sensibile connessione tra la voce e il corpo rivela come dalla consapevolezza del movimento, alla base di ogni azione vitale, abbia spunto anche l’espressione gestuale e vocale.
L’espressione con la voce è fondamentale nella vita quotidiana e quando si mette sufficiente attenzione al suo uso scopriamo molte altre possibilità comunicative.

Si lavora sulla percezione dello spazio intorno a noi in rapporto all’emissione e al respiro, si esplora l’allineamento, la postura in movimento, il sostegno fisico ed emotivo del corpo, l’ascolto, le risonanze del suono.
Si condividono anche momenti importanti di riflessione sull'esperienza del lavoro svolto.


VOICE AND MOVEMENT with Charlotte Zerbey
The purpose of the work is to bring the student in touch with a creative authenticity of the voice and experience the origins of movement.

When bringing the voice in connection with the body, we see how awareness of movement, the basis of every vital action, inspires expression of which gesture and voice take their respective cues.
Vocal expression is fundamental in our daily life, so when we give sufficient attention to its use, we discover a myriad of communicative possibilities.
Through listening and the perception of the space around us in relation to breath emission, exploration of alignment and a mobility of posture, the practice of resonance through sounding creates a physical and emotional support of the body.
Also important are moments of reflection and sharing on the experience of the work done.



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