ANGEL


Indagine sui generis tra i sonetti di William Shakespeare

coreografia Charlotte Zerbey
danza Elisa Capecchi, Olimpia Fortuni, Isabella Giustina
musica Spartaco Cortesi e Charlotte Zerbey
light Vincenzo Alterini
costumi Laura Dondoli

co-produzione Company Blu / ALDES
realizzata con il sostegno di
MiBACT Ministero dei Beni Culturali e del Turismo e REGIONE TOSCANA

Angel è un trio al femminile ispirato al personaggio al centro di molti sonetti di William Shakespeare, il Fair Youth. Il lavoro coreografico sviluppa la trasformazione come gioco. Gioco libero come lo è il movimento tra le identità, le parti, i valori e i generi.
Il bel giovane-Fair Youth è il principale personaggio della raccolta dei sonetti di Shakespeare ed è s/oggetto di un amore "ispirato e profondo" che irrompe con la sua qualità indecifrabile. La sua essenza è piacevole e sfuggente, come lo è la Grazia. Una qualità sensuale piana e luminosa che a volte però volge in ombre inquiete.

Master-mistress of my passion, ”padrone-padrona della passione amorosa", questa figura è la pacificazione che regna al centro di ogni conflittualità, Till my bad angel fire my good one out, “finché l'angelo cattivo non avrà arso quello buono”.
Così il Fair Youth rimanda a un archetipo di grande fascino, l'androgino, essere superiore, anelito e desiderio per entrambi i sessi: Which steals men's eyes and women's souls amazeth, colui “che ruba gli occhi degli uomini e le anime delle donne stupìte”.
Un terreno di scontro tra primordiali diritti, insinuanti pregiudizi e ipocrisie come già nell'epoca elisabettiana, quando giovani attori interpretavano personaggi femminili. Un tema etico e culturale, attualmente oggetto di grande dibattito.

LA MUSICA

Le musiche di “Angel” sono originali, realizzate appositamente per lo spettacolo. Le canzoni e le sonorità, che danno corpo ai Sonetti di Shakespeare toccano differenti scansioni ritmico/vocali, dalla Beat alle melodie pop, al Rap. Il soundscape realizzato è parte integrante della scena, svela e cambia l'azione seguendo una modalità poetico/narrativa assimilabile a quella di uno storyteller che scandisce e misura la rappresentazione ma anche la sconvolge, caricandola di mistero.


A query sui generis in William Shakespeare’s Sonnets

choreography Charlotte Zerbey
dance Elisa Capecchi, Olimpia Fortuni, Isabella Giustina
music Spartaco Cortesi and Charlotte Zerbey
light Vincenzo Alterini
costumes Laura Dondoli

co-produced Company Blu / ALDES
supported by
MiBACT Ministero dei Beni Culturali e del Turismo and REGIONE TOSCANA

 

Angel is a female trio inspired by the Fair Youth, a key figure in many of William Shakespeare’s Sonnets. The choreography jostles the idea of transformation freely playing with the movement between identities, parts, roles, values and gender.

The beautiful Fair Youth in Shakespeare’s Sonnets is the subject/object of an “inspired and profound” love, transpiring its indecipherable quality. This essence is similar to that of Grace, pleasant yet fleeting. Here, this sensual quality reflects bright and clear in the scenic action, yet also strikes into somewhat perturbing shadows. “Master mistress of my passion”, this figure is the appeasement, which rules at the center of all conflict, “Till my bad angel fire my good one out”.

Thus the Fair Youth adjourns to an archetype of great charm, a higher being, androgynous, longed for and desired by both genders, “Which steals men's eyes and women's souls amazeth”. It’s a battlefield of primordial rights, of insinuating prejudices and hypocrisies, a topic also present in the Elizabethan age, when young male actors portrayed feminine characters.
It’s an ethical and cultural topic, which is also object of current and broad debate.

THE MUSIC
The music for “Angel” is specifically composed for the piece putting to music Shakespeare’s Sonnets in an adaption into song and verse, touching on different genres of melody, Beat, Rap and poetic verse creating an original soundscape that intertwines storytelling with the mystery of poetics.


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