IL CAVALIERE INESISTENTE

Spettacolo per ragazzi e adulti, tratto liberamente dall’omonimo racconto di Italo Calvino.


durata 50’ ca.
Coreografia, danza e recitazione: Alessandro Certini 
Musica e suoni: Spartaco Cortesi 
Dramaturg e testi: Matteo Siracusano 
Luci: Vincenzo Alterini / Massimiliano Calvetti 
Riprese video: Taylor Zerbey 
Video editing: Elsa Mersi 
Voci teatrali: AttoDue/Laboratorio Nove 
Produzione Company Blu, con il sostegno del MiBACT e della Regione Toscana

 

Era un'epoca in cui la volontà e l'ostinazione d'esserci, di marcare un'impronta, di fare attrito con tutto ciò che c'è, non veniva usata interamente, dato che molti non se ne facevano nulla - per miseria o per ignoranza o perché invece tutto riusciva loro bene lo stesso - e quindi una certa quantità ne andava persa nel vuoto". 
(Capitolo IV, pag. 31)

Un testo importante, a geometria variabile, attuale e tradotto in scena con nuovi linguaggi fisici e visivi. 
Lo spettacolo rimanda al costume, al tempo favoloso della storia e chiama a rispondere alla battaglia sovra culturale tra la rappresentazione (sé ideale) e l’autodeterminazione nella umana imperfezione (quotidianità).
Una tenzone che espone la persona al ticchettio meccanico delle contraddizioni, all’universale trappola (a volte grottesca e ingombrante) della ricerca e della maschera.


Il cavaliere inesistente di Italo Calvino è un’opera per ragazzi raramente portata in scena, il cui tema principale è l’identità e la libertà d’essere chi si è, perché, per sé, e per gli altri: la ricerca. 
Protagonista della vicenda, narrata da Suor Teodora che ha il suo “segreto doppio” nella guerriera Bradamante, è Agilulfo: un cavaliere perfetto e impeccabile che esiste solo grazie alla propria forza di volontà e alla armatura. 
Un cavaliere unico, senza macchia né altro (non c’è null’altro infatti!), tra le schiere di una esercito bislacco, decadente. I Franchi paladini della cristianità, cui l’ormai vecchio Re Carlo Magno bada con rassegnazione ma non senza una certa ironia.
Al cavaliere della “volontà di presenza”, lo stesso Re Carlo assegna uno scudiero tanto assurdo quanto umanamente complementare: Gurdulù, l’uomo-bestia senza nome che non sa nemmeno di esserci. 
La battaglia, la Fede, il tradimento, le accuse e il riscatto dell’onore, con un’iperbolica dose di amore cavalleresco (e grottesco) tra il giovane Rambaldo e la Bradamante (suor Teodora), creano l’intreccio in cui tutti cercano la propria identità senza sosta, a spese il più delle volte, di una più alta ricerca della (im)perfezione reale.


The Nonexistent Knight
A story for children and adults inspired by Italo Calvinos’. 50’ min.

Choreography, dance and acting: Alessandro Certini
Music and sound: Spartaco Cortesi
Dramaturgy and texts: Matteo Siracusano
Lights: Vincenzo Alterini / Massimiliano Calvetti
Video shooting: Taylor Zerbey

"It was a time when the will and the stubbornness to be, to make a mark, to make friction with everything, was not used entirely, since many people didn’t do anything - either for misery, through ignorance or perhaps because everything was going their way just fine - and so a certain amount of people were lost in a void. "
(Chapter IV, p. 31)

An important text regarding the present day, with a variable structure that translates into scenic action using new and different physical and visual language.
The piece is attributed to its costume, to a fabulous time in history and called to respond to the cultural battle between over-representation of the (ideal self) and to self-determination of human imperfection (everyday life). It’s a duel that exposes the person to the mechanical clicking of contradictions, to a universal trap (sometimes unwieldy and grotesque) in search for and of a mask.

“The Nonexistent Knight” by Italo Calvino is a work rarely brought to the stage for children, whose main theme is the identity and the freedom to be who you are, why, for yourself, and for others: that's the search.
The protagonist of the story is narrated by Sister Theodora which has her"secret double" in the warrior Bradamante, and in Agilulf: a perfect and flawless knight who only exists thanks to his will power and armor.

Among the ranks of a decadent and fuddy-duddy army, this unique knight is a single rider, without a spot of doubt or weekness, or anything else, (there is in fact nothing else!). The Great old King, Carl Magno oversees with resignation but not without a certain irony his French army of Christendom.

To Agilulf the knight of "will power", the same King Carlo assigns a squire as absurd as humanly complementary: Gurduloo, a man-beast with no name who doesn’t even know he exists.

Battle, Faith, betrayal, accusations and the redemption of honor, with a hyperbolic dose of chivalric love (and grotesque) between the young Rambaldo and Bradamante (Sister Theodora), that creates the plot in which everyone is looking for their identity without end, at the expense most of the time, of a higher search of real (im)perfection.


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