INTORNO AL FATTO DI CADERE


di e con Claudia Catarzi
produzione Company Blu
con il sostegno di Fondazione Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Graner/Mercat de Les Flors, CSC/Casa della Danza di Bassano del Grappa, Armunia/Castiglioncello, residenza artistica kinkaleri | spazioK.prato centro di residenza regionale, Centro coreografico de la Gomera/Isole Canarie, STUDIO 44/ Constanza Macras | Dorkypark, Spazio K/ Kinkaleri (Prato), SPAM!, Le murate/ progetti arte contemporanea Firenze 

 

Da un'immagine che comincia a metà.

Ancora rimango sul tema dell'addormentamento, sull'indagare istintivamente il momento di confine tra veglia e sonno, tra conscio e inconscio. 
C'è un luogo dove sto e altri dove presumo di volere andare. È un particolare modo di desiderare, quasi non mi appartiene il desiderio ma mi accade.

Ciò che è, è anche altro, ciò che è del pensiero e dell'immaginazione può sembrare realtà fatta di surreale concretezza, e ciò che è del corpo reale diventa sempre più perdita di controllo, di nitidezza delle forme. 

Ciò che è del corpo è perdere al finale i confini del corpo stesso.

Claudia Catarzi


Around the act of falling

by and with Claudia Catarzi
production Company Blu
with the support of Fondazione Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Graner/Mercat de Les Flors, CSC/Casa della Danza di Bassano del Grappa, Armunia/Castiglioncello, Centro coreografico de la Gomera/Isole Canarie, residenza artistica kinkaleri | spazioK.prato centro di residenza regionale, STUDIO 44/ Constanza Macras | Dorkypark, Spazio K/ Kinkaleri (Prato), SPAM!, Le murate/ progetti arte contemporanea Firenze 

“From an image beginning half-way.

I harbour on the theme of falling asleep, on instinctively researching that borderline moment between wake and sleep, between the conscious and unconscious.
There is a place where I am and others where I presume I want to go.

It is a special way of wishing, the desire hardly belongs to me but it happens to me.
What is, is also other, that which belongs to thought and imagination may seem reality made of surreal concreteness and that which belongs to the real body becomes more and more loss of control, of sharpness of the forms.

What is of the body is losing at the end the borders of the body itself.”

Claudia Catarzi


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